Luino


Chiesa Evangelica Metodista 

di 

Luino

Via del Carmine 30
tel. 0322 535108






Culto domenicale:

ore 18.00,

ultima domenica del mese 

alle ore 10,30


Studio biblico: 

giovedì ore 20,30


Scuola domenicale:

mercoledì ore 16,45


Riunione di preghiera: 

sabato ore 15,45-16,45






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Breve storia della Chiesa Metodista di Luino


Nel 1861 la Società Missionaria Wesleyana invia in Italia due pastori inglesi Pigott e Green per fare un’opera di evangelizzazione. Henri Pigott si stabilisce a Milano e inizia a predicare non solo nella sua città di residenza, ma anche nelle zone circostanti: mète frequenti dei suoi giri sono il lago Maggiore, il Lago d’Orta e le Valli dell’Ossola. Generalmente la sua predicazione è rivolta agli operai, in particolare ai cavatori.

In questo egli ricalca le orme del fondatore del movimento metodista, John Wesley, il quale predicava all'aperto, soprattutto ai minatori. Il suo messaggio e le sue opere sociali contribuirono non poco alla soluzione di gravi problemi nell'Inghilterra del '700, quali abbrutimento, alcolismo, sfruttamento: è in ambito metodista che nasce il primo sindacato operaio.
Ma la situazione dell'Italia dell'800 è diversa: gli operai sono cattolici e ben poco sensibili alle tematiche religiose. Anche i problemi di lavoro vengono affrontati per lo più prendendo la strada dell'emigrazione. Solo l'ala "garibaldina" del Risorgimento sembra essere interessata al protestantesimo e in questo probabilmente gioca un ruolo di rilievo una forte componente anticlericale.
Gli unici protestanti presenti in queste zone sono stranieri, generalmente svizzeri, proprietari di manifatture o di fabbriche. Ma anche qualche italiano si accosta al protestantesimo.
Così Piggott decide di inviare un suo collaboratore a Intra. Nasce una comunità metodista e subito viene aperta una scuola. Siamo nel 1863.
Vari pastori si avvicendano nella cura della zona: sono tutti italiani, in quanto Piggott non voleva che la Chiesa Metodista fosse una Chiesa "straniera", seppur collegata con l'Inghilterra.
Le scarse risorse finanziarie - problema drammatico e costante - non permettono di inviare altri pastori nella zona, nonostante la vastità e il fatto che il numero dei fedeli aumentasse. La comunità cresce e vengono aperte altre sale (Pallanza, Villadossola, Laveno, Gravellona). Solo nel 1878 al pastore di Intra si affiancherà un coadiutore.
Tra le varie sale, chiamate di "evangelizzazione", utilizzate anche per conferenze su temi di controversia col Cattolicesimo, se ne apre una a Laveno, nel 1881. Il pastore di Intra, che all'epoca era Alberigo Bossi, aveva visitato gli operai sterratori impegnati nella costruzione della ferrovia che collegava il traforo del S.Gottardo e aveva distribuito un centinaio di copie del Nuovo Testamento. Per un breve periodo viene inviato sul posto un altro coadiutore, Luigi Ottonelli. E' un segnale indicativo: là dove si presume vi possa essere uno sviluppo dell'opera, la missione metodista, nonostante le difficoltà economiche, non esita ad impegnarsi seriamente.
   
La situazione della sponda lombarda del Lago Maggiore comincia così ad assumere una sua fisionomia. Coloro che entrano nella Chiesa metodista provenienti dal Cattolicesimo sono una decina; tra Luino e Portovaltravaglia vi sono circa 40 famiglie protestanti straniere; una famiglia evangelica italiana residente a Germignaga chiede di poter avere un servizio religioso regolare. Iniziano così le visite e i contatti nella zona di Luino.
All'epoca in cui viene aperta una sala a Laveno, con l'invio di un coadiutore del pastore Alberigo Bossi di Intra, e cioè nel 1881, a Luino vi sono diverse famiglie protestanti svizzere. Anche in questo caso, come sull'altra sponda dal Lago Maggiore, si tratta in massima parte di imprenditori, proprietari e direttori di fabbriche.
Al contrario di quanto succede altrove, qui il gruppo estero è particolarmente unito e attivo, anche dal punto di vista religioso. Non è un caso che venga seguito, una volta al mese, dal pastore di Bellinzona. Gli stranieri hanno una sala e si autofinanziano. Nel momento in cui il pastore Bossi li visita, sono felici di collaborare e, anzi, chiedono pure a lui una visita fissa ogni mese, offrendosi di pagare sia le spese di viaggio che un contributo alle spese generali della Chiesa.
Ma in pochi anni la situazione prende una piega diversa. Per questioni finanziarie, il piccolo gruppo di Laveno rimane senza una persona fissa sul posto, e passa sotto la cura diretta di Intra. La famiglia di Germignaga, che era il nucleo intorno al quale ruotavano i pochi altri evangelici italiani, si trasferisce per motivi di lavoro. Ma l'evento che ha maggiori ripercussioni è dato dal fatto che il gruppo svizzero-tedesco si costituisce in comunità autonoma, unendosi alla Chiesa Riformata Svizzera e collegandosi sempre più strettamente con Bellinzona. Siamo negli anni 1885-86.
Vero è che la comunità svizzera continua ad offrire gratuitamente i locali per ospitare i servizi religiosi per gli evangelici italiani. I Culti vengono assicurati ogni domenica mattina a Laveno e ogni seconda domenica del mese a Luino. Ma in realtà si tratta di poche persone, isolate, che abitano lontane tra di loro. Non si può parlare certo di una comunità!
Il fatto che il servizio religioso sia comunque assicurato sul posto evita quegli episodi "eroici", ricordati dai pastori di Intra: persone anziane che partono all'alba da casa per attraversare il lago, con una barca a remi, e recarsi nella chiesa evangelica di Intra.
Questo fino alla fine del 1889. Sempre in virtù degli spostamenti dovuti al lavoro, in quel periodo alcune famiglie evangeliche vengono a stabilirsi a Luino e nei dintorni. Un giovane pastore, Giovanni Gualtieri, figlio del pastore Bartolomeo, una delle figure più importanti dell'evangelismo toscano "libero" nell'epoca risorgimentale, esce dalla Facoltà teologica di Ginevra. La Chiesa metodista decide allora di inviarlo a Luino.
La grande preparazione, unita all'attivismo del giovane pastore, nonostante grosse difficoltà e l'esplicita ostilità da parte cattolica, fa sì che in breve tempo diverse persone si raccolgono intorno a lui e a quei quindici evangelici italiani già residenti sul pqsto. Non si tratta di grandi numeri: al gruppo si uniscono una ventina di persone. Ma è proprio da questo momento che si può parlare di una vera e propria comunità metodista a Luino.
E' il 1890. Da quell'anno, nelle relazioni ai Sinodi (riunioni annuali che prendono in esame l'operato della Chiesa nel suo complesso) compare Luino come comunità e non più come "zona" seguita da Laveno o da Intra. Purtroppo mancano i registri iniziali della chiesa locale: in archivio sono conservati i secondi che risalgono alla prima decade del 1900. Non si conoscono così i nomi di molti tra i primissimi appartenenti alla comunità: soprattutto quelli che, sempre per ragioni di lavoro, si trasferirono da Luino e da Germignaga prima del 1908.
Alcuni cognomi delle prime famiglie, tuttavia, sono noti: Rolli, Rogora, Superchi, Toschi. Lo stato professionale è abbastanza simile per tutti, uomini e donne: tessitore, filatore, meccanico, calzolaio, manovale; poche le casalinghe.
La comunità di Luino nasce in questo modo con una caratteristica che la differenzia dalle altre della zona. La diversità non risiede nel tipo di composizione sociale dell'elemento italiano, comune dappertutto, quanto nel fatto che esso qui è praticamente l'unico nucleo che compone la comunità.

La comunità metodista a Luino nasce nel 1890. La sua caratteristica è quella di essere composta quasi esclusivamente da italiani provenienti dal Cattolicesimo. Gli svizzeri-tedeschi hanno una propria comunità e i rapporti tra i due nuclei protestanti, nonostante alcuni momenti iniziali di collaborazione, non furono mai particolarmente brillanti. Una spiegazione di ciò, come si vedrà meglio in seguito, è data dalla diversa composizione sociale: operai, manovali e tessitori i primi; industriali e dirigenti i secondi. In molti casi questi ultimi erano i "padroni" (termine più corretto per l'epoca che non "datore di lavoro") dei loro correligionari italiani.
Il primo pastore di Luino, Giovanni Gualtieri, non riesce ad avere proficui contatti con l'elemento svizzero. Anzi, ritiene che vi siano poche speranze di sviluppo dell'opera a Luino "per l'antagonismo tra noi e la chiesa tedesca" (sono sue parole tratte da una relazione annua).
Vero è che anche nella comunità metodista vi sono alcuni stranieri, ma sono quattro o cinque: uno solo è definito "benestante". Vi sono poi un capo meccanico e un agricoltore, Alfredo Schindler. Per diverse estati proprio nella sua casa, a Portovaltravaglia, e fino al suo ritorno in Germania, nel 1913, si tenevano delle affollate riunioni, con la presenza di molti giovani, per lo più operai-vetrai.
Un'altra anomalia della comunità di Luino, rispetto alle altre, è che non viene aperta una scuola accanto alla chiesa. Si tengono solo dei corsi di istruzione religiosa ("scuola domenicale") per una decina di bambini, figli di membri di chiesa. I Culti sono tenuti regolarmente la domenica e il mercoledì sera, questi ultimi con un taglio "evangelistico". Sono generalmente ben frequentati, nonostante il fatto che gli evangelici siano disseminati in un numero notevole di località: Mesenzana, Dumenza, Voldomino, Creva, Germignaga, Portovaltravaglia.

Oggi, la comunità di Luino, curata insieme alle chiese metodiste di Verbania Intra e Omegna dallo stesso pastore,  conta una trentina di membri effettivi a cui si aggiunge un centinaio di simpatizzanti italiani e stranieri che ogni domenica riempiono la sala di Culto e partecipano a diverse attività comunitarie ( studio biblico, riunione di preghiera ecc...).
 La piccola comunità metodista di Luino rappresenta l’unica  chiesa del protestantesimo storico in questa zona frontaliera della sponda lombarda del Lago Maggiore .  E’ l’unica chiesa evangelica della zona che è in dialogo ecumenico con la chiesa cattolica romana.
Ogni estate la comunità organizza i culti in lingua tedesca per turisti e collabora all’organizzazione dei culti estivi per turisti olandesi che si svolgono presso la chiesa cattolica di Grantola.